Il futuro e’ nel carbonio

Tra le premiazioni dei Nobel di questo anno, va menzionato quello per la Fisica, assegnato agli scienziati Andre Geim e Constantin Novoselov. Nel 2004 queste brillanti menti annunciarono al mondo la scoperta del Grafene, un semplice composto monomolecolare a base di carbonio, dello spessore di un singolo atomo. Sono dovuti passare ben sei anni perche’ il mondo prendesse sul serio questa scoperta, e fosse attribuito agli ideatori il giusto riconoscimento accademico. Questo affascinante materiale e’ composto di una serie di singoli strati di carbonio, organizzati a “nido d’ape”. E’ caraterizzato da una resistenza e durezza superiori a quelle del robustissimo diamante, e allo stesso tempo puo’ essere allungato per un quarto della sua estensione. E’ impermeabile a gas e liquidi e la sua conducibilita’ e’ superiore a quella del rame. L’aspetto piu’ interessante di questo materiale sara’ il suo utilizzo in campo informatico, infatti i microchip basati su di esso dovrebbero raggiungere prestazioni quantificabili nell’ordine di svariate centinaia di Gigahertz (o anche qualche Terahertz). Le previsioni stabiliscono per il 2024 il passaggio di consegne definitivo tra silicio e grafene. Benvenuto carbonio.

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